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I cavi Prysmian PRYSOLAR, conformi alla nuova Norma CEI 64-8, garantiscono isolamento doppio o rinforzato negli impianti fotovoltaici in corrente continua fino a 1,5 kV. Una soluzione certificata che semplifica la progettazione e rafforza sicurezza e affidabilità degli impianti FV. Dal 1° novembre 2024 è in vigore la nona edizione della Norma CEI 64-8, norma di riferimento per gli impianti elettrici in bassa tensione. La revisione è dovuta principalmente alle rilevanti modifiche subite: – dalla Parte 4 “Prescrizioni per la sicurezza” e in particolare al capitolo 41 “Protezione contro i contatti diretti e indiretti”; – dalla Parte 7 “Ambienti ed applicazioni particolari” e in particolare al capitolo 712 “Sistemi fotovoltaici”.

In particolar modo, per gli impianti fotovoltaici lato corrente continua, tra le modifiche più rilevanti della nuova edizione della Norma, spiccano: – l’obbligo di utilizzare componenti in classe di isolamento doppio o rinforzato per la protezione contro i contatti diretti e indiretti (articolo 712.412.101 della Parte 7); – la riformulazione del concetto di doppio isolamento, tema che interessa in modo diretto le condutture elettriche (paragrafo 412.1.1 della Parte 4). Nella precedente edizione, i componenti elettrici di Classe II o con isolamento equivalente (ora rinominati componenti con isolamento doppio o rinforzato) erano trattati all’art. 413.2.4., mentre con la nuova struttura normativa, il tema è stato completamente riformulato al par. 412.1.1, con una serie di novità applicative.

Novità principali introdotte dalla nuova CEI 64-8 Tra i cambiamenti più significativi introdotti dalla nuova Parte 4 in tema di isolamento doppio o rinforzato si notano: – un cambio dei termini: quella che era la classe di isolamento II diventa l’isolamento doppio o rinforzato; – la rimozione del limite superiore di applicabilità della misura di protezione già pari a 690 V c.a. (1 035 Vcc). Nella nuova edizione non esiste più un valore di tensione massimo oltre il quale non si poteva più adottare l’isolamento doppio o rinforzato. Questo estende l’applicabilità di questa misura di protezione anche agli impianti FV con tensioni c.c. oramai comunemente superiori a 1 035 V. Queste introduzioni hanno quindi un impatto diretto particolare nella progettazione degli impianti FV dove il doppio isolamento è diventato, come detto in precedenza, una misura obbligatoria per la protezione contro i contatti diretti e indiretti nella parte in corrente continua.

In questo quadro evolutivo, è importante sottolineare che il mercato dispone già di soluzioni progettate specificamente per le condizioni d’impiego tipiche degli impianti fotovoltaici in corrente continua e adatte anche all’installazione in/su apparecchiature con isolamento protettivo (Classe di protezione II). È il caso dei cavi Prysmian PRYSOLAR, sviluppati per l’interconnessione dei principali componenti di un impianto FV (pannelli, string box, inverter) e oggetto di certificazione indipendente TÜV Rheinland per la conformità alle norme EN 50618 e IEC 62930. Il rispetto di questi standard è accompagnato da prestazioni verificate anche in condizioni critiche, tra cui la resistenza in acqua a lungo termine qualificata tramite protocollo di prova WET-I 1 500, basato su 1500 cicli giornalieri di immersione in acqua a 70 °C alla tensione massima consentita (1,8 kV DC).

Quando le condutture sono considerabili a isolamento doppio o rinforzato? Ricordato che non esistevano e non esistono cavi in classe II, si pone comunque il problema della loro scelta. Supposto il rispetto di tutte le altre condizioni di buona tecnica richieste (tensione nominale non inferiore a quella del sistema, resistenza alle sollecitazioni elettriche, termiche, meccaniche e ambientali, ecc.), la norma imposta il problema in termini di conduttura (cavo più sistema di posa), definendo le condizioni che devono essere rispettate per avere un isolamento equivalente a quello doppio o rinforzato. Una conduttura ha un isolamento equivalente a quello doppio o rinforzato se realizzata con cavi con: – tensione nominale almeno pari a 300/500 V posati in vie cavi isolanti conformi alle rispettive norme; oppure – guaina non metallica e una protezione con la stessa affidabilità del doppio isolamento.

La prima opzione prevede l’introduzione di una tensione nominale minima (300/500 V) che prima non c’era ma che, tutto sommato, nel caso degli impianti FV, riveste un interesse relativo. La via cavi, se è un canale, deve essere conforme alla serie CEI EN 50085, mentre se è un tubo alla serie CEI EN 61386. La seconda opzione viene chiarita dal commento all’art. 412.2.4.1 b). Sono con siderati cavi con isolamento equivalente al doppio isolamento quelli con tensione nominale di almeno un gradino superiore a quello richiesto dall’impianto servito (secondo la tabella 3 della Norma CEI HD 361-S4:2021-10). Considerato che i cavi sono specifici per tensioni U0/U in c.a. e che i corrispondenti valori c.c. si ottengono moltiplicando per 1,5 il contenuto della tabella 3 della Norma CEI HD 361-S4:2021, nel caso di molti impianti FV (cioè quelli con tensione nominale c.c. superiore a 1,5·750 = 1125 V) la seconda alternativa sembra però non applicabile praticamente.

Tuttavia, a chiarire definitivamente la questione è intervenuta la dichiarazione ufficiale del Comitato Tecnico 20 (CT 20) del CEI, pubblicata a giugno 2025, che afferma che i cavi realizzati secondo la norma CEI EN 50618 soddisfano le prescrizioni della norma CEI 64-8 (edizione 2024) riguardo all’obbligo dell’utilizzo di componenti in classe di isolamento II o equivalente per la protezione contro i contatti diretti e indiretti nella parte in c.c. degli impianti fotovoltaici. In pratica, il CT 20 riconosce ufficialmente che i cavi H1Z2Z2-K sono indicati per l’uso in corrente continua lato sistemi fotovoltaici, con tensione nominale in corrente continua pari a 1,5 kV tra i conduttori e tra conduttore e terra anche senza l’utilizzo di ulteriori misure.

Cosa cambia per i progettisti e per gli installatori? In primo luogo, la revisione della Parte 4 della Norma e, in particolare, l’eliminazione del limite massimo di 690 V c.a. (1035 V c.c.) precedentemente previsto per l’applicazione del doppio isolamento, permette l’impiego di questa misura di protezione nella progettazione e nella realizzazione di impianti con tensioni più elevate, sia in ambito fotovoltaico, sia industriale. Il riconoscimento formale, da parte del Comitato Tecnico 20 del CEI, dell’equivalenza dei cavi conformi alla Norma CEI EN 50618 al concetto di isolamento doppio o rinforzato comporta vantaggi significativi per i progettisti e gli installatori di impianti fotovoltaici, in particolare in corrente continua.

Viene così superata la possibile ambiguità interpretativa relativa all’idoneità dei cavi H1Z2Z2-K per tensioni nominali fino a 1 500 V c.c., con conseguente semplificazione nell’applicazione dell’art. 412.2.4.1 della Norma CEI 64-8. Escluso il ricorso alle vie cavi isolanti e il caso marginale di tensioni di stringa inferiori a 750 V, quindi solo i cavi H1Z2Z2-K aventi tensione nominale Uo/U = 1,5/1,5 kV risultano idonei a soddisfare il requisito del doppio isolamento imposto dall’articolo 712.412.101 della Parte 7.

prysmian.com

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